La sottozona 
Castellinaldo

La sottozona vitivinicola del Castellinaldo d’Alba è un areale ristretto e specifico collocato all’ interno del territorio di una denominazione e si differenzia per la sua unicità.

Castellinaldo è sottozona del Barbera d’Alba DOC, il vino Castellinaldo barbera d’Alba rappresenta infatti la punta di diamante di tutta la Barbera d’Alba. E’ stata individuata una porzione di territorio che comprende 7 comuni, nel Roero, di maggiore ed assoluto prestigio per la coltivazione di uva Barbera. Questa varietà rappresenta da sempre l’ eccellenza vinicola intesa come storia, tradizione e cultura.

L’ origine del vino Castellinaldo è da attribuire proprio all’ associazione Vinaioli di Castellinaldo. Nel lontano 1992, i viticoltori associati, spinti della continua ricerca della massima qualità e grazie alla loro caparbietà, al costante lavoro quotidiano e i molteplici sacrifici, hanno saputo individuare tutte le potenzialità della loro Barbera. Gli attribuirono molto semplicemente il nome del loro borgo: Castellinaldo!

Ad oggi Castellinaldo è capofila di un territorio: il territorio del Roero orientale circoscritto a 7 comuni: Castagnito, Guarene, Vezza d’Alba, Canale, Priocca e Magliano.

La questione è il terroir: questa parola racchiude in sé l’ anima della qualità produttiva, più semplicemente l’ insieme di tutte le caratteristiche pedoclimatiche che concorrono ad ottenere questo vino unico nel suo genere.

Cantina-Morra-Vigneti
Terroir Castellinaldo
barbera_vigneti_Castellinaldo
barbera_vigneti_Castellinaldo
Rocche del Roero

Il suolo è di tipo marnoso-gessoso con arenarie (rocce sedimentarie di origine marina ricche di sabbia). Troviamo perlopiù marne bianche e grigio-bluastre a macchie che possiedono elevata quantità di calcare, limo e un po’ di argilla.

La geologia del terreno è assai diversa da quella del più classico Roero occidentale dove troviamo le famose Rocche del Roero: i rilievi scoscesi creati per erosione dello spostamento del fiume Tanaro dalla direzione di Carmagnola verso quella di Asti.

Questa erosione, avvenuta circa 200.000 anni fa, non interessò la parte orientale del Roero (Castellinaldo) che rimase illesa e perlopiù intatta, perciò considerata di vecchia formazione. Una formazione molto simile a quella della Langa del Barbaresco, in linea d’aria molto ravvicinata al Roero di Castellinaldo, e ora separati appunto dal Tanaro. Si notano similitudini fra le due dorsali: nella conformazione con  colline più dolci e allungate, e negli elementi con forte presenza di Calcare e molta meno sabbia.

Tutto questo è riscontrabile nei vini in generale, ed è proprio qui che la Barbera ama stare e riesce ad esprimersi al meglio.


Non solo suolo!

Oltre alla scrupolosa zonazione, una serie di misure sono state adottate, sia in vigna che in cantina, volte alla massima valorizzazione e al rispetto del prodotto, a cui i Vinaioli devono attenersi

Grappolo Icona

Una produzione in vigna limitata

Ridurre la quantità di uva per pianta vuol dire aumentarne la qualità, aumentare ovvero la concentrazione degli aromi, la struttura polifenolica, l’estratto secco e l’acidità. Non più di 9.500 kg/ha sono ammessi.

Bottiglie Icona

L’ affinamento è parte molto importante del processo!

per produrre Castellinaldo sono richiesti minimo 14 mesi totali di cui almeno 6 in legno e 3 in bottiglia . Il legno con i suoi tannini conferisce ulteriore morbidezza e complessità, ma anche eleganza. Il tipo di legno e la capacità dei fusti sono a discrezione del produttore.

Obbligatorio è il riposo di almeno 3 mesi in bottiglia per renderlo “pronto”, anche se molti produttori aspettano di più e altri ancora conservano notevoli stock di annate datate per dimostrare tutto ciò che di sorprendente il tempo può donare.

Castellinaldo d’Alba

La zona di origine

Le uve atte a divenire Castellinaldo barbera d’Alba DOC devono provenire esclusivamente all’ interno della designata zona di origine.

Si tratta del Roero orientale che comprende 7 comuni: Castellinaldo d’Alba, Castagnito, Guarene, Vezza d’Alba, Canale, Priocca e Magliano Alfieri. La mappatura è stata realizzata da Vinaioli del Castellinaldo in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani

La Storia

Castellinaldo d’Alba è un paese del vino , non a caso nello stemma comunale appare proprio un bel grappolo d’uva. Qui, la vite è di casa da sempre: la vigna e la cantina sono la principale attività per molti dei suoi abitanti. Il paese ed i suoi produttori hanno, in particolare, uno stretto legame con una varietà: il Barbera ed il vino Castellinaldo Barbera d’Alba Doc.

Le tracce storiche ribadiscono un dato essenziale: la spiccata vocazione alla vigna del territorio di Castellinaldo d’Alba, uno dei primi ad apprezzarne le sue qualità fu nel diciassettesimo secolo lo storico-geografo sabaudo F.A. Della Chiesa.
I vini di questa zona erano tenuti di grande stima inoltre nel 1622, da Carlo Datta, un somegliere del Duca di Savoia che fece diversi acquisti di vino di Castellinaldo. Successivamente, Lorenzo Fantini nel 1879 collocò Castellinaldo nella zona Nebbiolo concluse il capitolo dicendo però che la coltivazione dei Nebbioli in quella tendeva a restringersi lasciando spazio a Barbera e Freisa.

I fratelli Marescalchi nel 1882 testimoniarono come a Castellinaldo in quegli anni il Barbera fosse il secondo vitigno coltivato in paese. 

Altre notizie storiche giungono a noi dai Marchesi Faussone di Clavesana essi furono infatti tra i primi (a partire dal 1899) ad imbottigliare ed etichettare il vino Barbera. Anche alcuni anziani del paese confermano che negli anni ’30 – ’40 del Novecento il vitigno Barbera fosse il più diffuso in paese. 

Esso era molto apprezzato e si vendeva inizialmente in botti, in damigiane solo a partire dagli anni ’80. 

Vinaioli di Castellinaldo

Dalla seconda metà degli anni ’80 grazie a giovani imprenditori del paese, la sorte del vino e del Barbera di Castellinaldo subì una grande svolta.
Nel 1992 venne infatti 
fondata l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo, essa riuniva i produttori di vino del paese e nacque con l’intento di promuovere tutti insieme le eccellenze vinicole del paese e quindi tutto il suo territorio.

Fin dalla sua nascita fu chiaro e comune l’intento di promuovere e valorizzare il Barbera di Castellinaldo attraverso l’istituzione di una sottozona per distinguersi dalla più generale produzione del Barbera.

Contestualmente fu rivoluzionato il modo di fare il Barbera. Si volle creare un vino diverso da quello prodotto fino ad allora, un vino che potesse resistere nel tempo ed anzi migliorarsi, un vino che avesse l’attitudine di trasmettere sensazioni importanti e persistenti.
In questo lungo percorso di promozione due sono fra le altre le figure che sono sempre stati al fianco dei Vinaioli: 
il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero.

Vinaioli anni 90

Fino ad oggi…

Il Barbera fu al centro di molte altre manifestazioni organizzate negli anni dalla Vinaioli di Castellinaldo. Negli anni seguenti il Barbera di Castellinaldo approdò in tutto il mondo e ricevette numerosi riconoscimenti internazionali.

Solo nel 2016, dopo anni di lenta evoluzione, il progetto della sottozona riprese vigore.

La Vinaioli procedette quindi alla registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo”
L’Associazione, ad Ottobre 2016, si impose il rispetto di un Regolamento d’Uso contenente norme più restrittive rispetto al vino Barbera d’Alba per poter riportare in etichetta la specificazione Castellinaldo.

Durante l’autunno 2019 l’Associazione presentò al Consorzio di appartenenza, Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani , la domanda per l’ottenimento della tanto desiderata sottozona “Castellinaldo”. Sottozona ottenuta due anni più tardi come pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 21 agosto 2021.

La sottozona Castellinaldo

La sottozona vitivinicola del Castellinaldo d’Alba è un areale ristretto e specifico collocato all’ interno del territorio di una denominazione e si differenzia per la sua unicità.

Castellinaldo è sottozona del Barbera d’Alba DOC, il vino Castellinaldo barbera d’Alba rappresenta infatti la punta di diamante di tutta la Barbera d’Alba. E’ stata individuata una porzione di territorio che comprende 7 comuni, nel Roero, di maggiore ed assoluto prestigio per la coltivazione di uva Barbera. Questa varietà rappresenta da sempre l’ eccellenza vinicola intesa come storia, tradizione e cultura.

L’ origine del vino Castellinaldo è da attribuire proprio all’ associazione Vinaioli di Castellinaldo. Nel lontano 1992, i viticoltori associati, spinti della continua ricerca della massima qualità e grazie alla loro caparbietà, al costante lavoro quotidiano e i molteplici sacrifici, hanno saputo individuare tutte le potenzialità della loro Barbera. Gli attribuirono molto semplicemente il nome del loro borgo: Castellinaldo!

Ad oggi Castellinaldo è capofila di un territorio: il territorio del Roero orientale circoscritto a 7 comuni: Castagnito, Guarene, Vezza d’Alba, Canale, Priocca e Magliano. La questione è il terroir: questa parola racchiude in sé l’ anima della qualità produttiva, più semplicemente l’ insieme di tutte le caratteristiche pedoclimatiche che concorrono ad ottenere questo vino unico nel suo genere.

Il suolo è di tipo marnoso-gessoso con arenarie (rocce sedimentarie di origine marina ricche di sabbia). Troviamo perlopiù marne bianche e grigio-bluastre a macchie che possiedono elevata quantità di calcare, limo e un po’ di argilla.

La geologia del terreno è assai diversa da quella del più classico Roero occidentale dove troviamo le famose Rocche del Roero: i rilievi scoscesi creati per erosione dello spostamento del fiume Tanaro dalla direzione di Carmagnola verso quella di Asti.

Questa erosione, avvenuta circa 200.000 anni fa, non interessò la parte orientale del Roero (Castellinaldo) che rimase illesa e perlopiù intatta, perciò considerata di vecchia formazione. Una formazione molto simile a quella della Langa del Barbaresco, in linea d’aria molto ravvicinata al Roero di Castellinaldo, e ora separati appunto dal Tanaro. Si notano similitudini fra le due dorsali: nella conformazione con colline più dolci e allungate, e negli elementi con forte presenza di Calcare e molta meno sabbia.

Tutto questo è riscontrabile nei vini in generale, ed è proprio qui che la Barbera ama stare e riesce ad esprimersi al meglio

Oltre alla scrupolosa zonazione, una serie di misure sono state adottate, sia in vigna che in cantina, volte alla massima valorizzazione e al rispetto del prodotto, a cui i Vinaioli devono attenersi:

  • Una produzione in vigna limitata: ridurre la quantità di uva per pianta vuol dire aumentarne la qualità, aumentare ovvero la concentrazione degli aromi, la struttura polifenolica, l’ estratto secco e l’ acidità. Non più di 9.500 kg/ha sono ammessi
  • L’ affinamento è parte molto importante del processo: per produrre Castellinaldo sono richiesti minimo 14 mesi totali di cui almeno 6 in legno e 3 in bottiglia. Il legno con i suoi tannini conferisce ulteriore morbidezza e complessità, ma anche eleganza. Il tipo di legno e la capacità dei fusti sono a discrezione del produttore.
    Obbligatorio è il riposo di almeno 3 mesi in bottiglia per renderlo “pronto”, anche se molti produttori aspettano di più e altri ancora conservano notevoli stock di annate datate per dimostrare tutto ciò che di sorprendente il tempo può donare.


La zona di origine

Le uve atte a divenire Castellinaldo barbera d’Alba DOC devono provenire esclusivamente all’ interno della designata zona di origine.

Si tratta del Roero orientale che comprende 7 comuni: Castellinaldo d’Alba, Castagnito, Guarene, Vezza d’Alba, Canale, Priocca e Magliano Alfieri. La mappatura è stata realizzata da Vinaioli del Castellinaldo in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani

La storia

Castellinaldo d’Alba è un paese del vino, non a caso nello stemma comunale appare proprio un bel grappolo d’uva. Qui, la vite è di casa da sempre: la vigna e la cantina sono la principale attività per molti dei suoi abitanti. Il paese ed i suoi produttori hanno, in particolare, uno stretto legame con una varietà: il Barbera ed il vino Castellinaldo Barbera d’Alba Doc.

Le tracce storiche ribadiscono un dato essenziale: la spiccata vocazione alla vigna del territorio di Castellinaldo d’Alba, uno dei primi ad apprezzarne le sue qualità fu nel diciassettesimo secolo lo storico-geografo sabaudo F.A. Della Chiesa. I vini di questa zona erano tenuti di grande stima inoltre nel 1622, da Carlo Datta, un somegliere del Duca di Savoia che fece diversi acquisti di vino di Castellinaldo. Successivamente, Lorenzo Fantini nel 1879 collocò Castellinaldo nella zona Nebbiolo concluse il capitolo dicendo però che la coltivazione dei Nebbioli in quella tendeva a restringersi lasciando spazio a Barbera e Freisa.

LaStoria

Le tracce storiche ribadiscono un dato essenziale: la spiccata vocazione alla vigna del territorio di Castellinaldo d’Alba, uno dei primi ad apprezzarne le sue qualità fu nel diciassettesimo secolo lo storico-geografo sabaudo F.A. Della Chiesa. I vini di questa zona erano tenuti di grande stima inoltre nel 1622, da Carlo Datta, un somegliere del Duca di Savoia che fece diversi acquisti di vino di Castellinaldo. Successivamente, Lorenzo Fantini nel 1879 collocò Castellinaldo nella zona Nebbiolo concluse il capitolo dicendo però che la coltivazione dei Nebbioli in quella tendeva a restringersi lasciando spazio a Barbera e Freisa.

I fratelli Marescalchi nel 1882 testimoniarono come a Castellinaldo in quegli anni il Barbera fosse il secondo vitigno coltivato in paese. 

Altre notizie storiche giungono a noi dai Marchesi Faussone di Clavesana essi furono infatti tra i primi (a partire dal 1899) ad imbottigliare ed etichettare il vino Barbera. Anche alcuni anziani del paese confermano che negli anni ’30 – ’40 del Novecento il vitigno Barbera fosse il più diffuso in paese. 

Esso era molto apprezzato e si vendeva inizialmente in botti, in damigiane solo a partire dagli anni ’80. 

Dalla seconda metà degli anni ’80 grazie a giovani imprenditori del paese, la sorte del vino e del Barbera di Castellinaldo subì una grande svolta. Nel 1992 venne infatti fondata l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo, essa riuniva i produttori di vino del paese e nacque con l’intento di promuovere tutti insieme le eccellenze vinicole del paese e quindi tutto il suo territorio. Fin dalla sua nascita fu chiaro e comune l’intento di promuovere e valorizzare il Barbera di Castellinaldo attraverso l’istituzione di una sottozona per distinguersi dalla più generale produzione del Barbera. Contestualmente fu rivoluzionato il modo di fare il Barbera. Si volle creare un vino diverso da quello prodotto fino ad allora, un vino che potesse resistere nel tempo ed anzi migliorarsi, un vino che avesse l’attitudine di trasmettere sensazioni importanti e persistenti. In questo lungo percorso di promozione due sono fra le altre le figure che sono sempre stati al fianco dei Vinaioli: il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero.

Il Barbera fu al centro di molte altre manifestazioni organizzate negli anni dalla Vinaioli di Castellinaldo. Negli anni seguenti il Barbera di Castellinaldo approdò in tutto il mondo e ricevette numerosi riconoscimenti internazionali.

Solo nel 2016, dopo anni di lenta evoluzione, il progetto della sottozona riprese vigore.

La Vinaioli procedette quindi alla registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo”. L’Associazione, ad Ottobre 2016, si impose il rispetto di un Regolamento d’Uso contenente norme più restrittive rispetto al vino Barbera d’Alba per poter riportare in etichetta la specificazione Castellinaldo. 

Durante l’autunno 2019 l’Associazione presentò al Consorzio di appartenenza, Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, la domanda per l’ottenimento della tanto desiderata sottozona “Castellinaldo”. Sottozona ottenuta due anni più tardi come pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 21 agosto 2021.